Pensieri e immagini di una donna e del suo mondo, cercando e percorrendo una via...
Per MANUELA
il mio ricordo, il mio saluto
Forte, positiva, infaticabile, sempre sorridente.
E’ così che tutti noi vogliamo ricordare Manuela, ora che il suo percorso di vita si è interrotto dopo una lotta estenuante.
Al dolore di non aver potuto condividere con lei quest’ultimo faticoso periodo della sua vita si contrappone il ricordo del suo sorriso e della sua voce piena di quella allegria, che sapeva mettere senza riserve in ogni cosa che affrontava.
Anche la malattia ha faticato a sfiancarla.
Lei la ha affrontata a testa alta, sempre con molta ironia, non le ha permesso fino alla fine di sopraffarla, trasmettendoci la sensazione di tenerla a bada non tanto con i farmaci, ma con la sua forza e il suo ottimismo.
Solo chi, come me, ha condiviso l'esperienza della maternità ha potuto cogliere quei rari momenti in cui i suoi occhi si facevano lucidi, guardando Andrea correre felice ad abbracciarla... forse già immaginava che quegli abbracci, ormai, erano contati...
Voglio portarmela nel cuore così come l'ho vista quest'estate, la sua ultima estate. Serena, abbronzata e, come sempre, allegra e propositiva, con i segni della chemio nascosti da foulard colorati e la ferma volontà di donare ai suoi cari fino all'ultimo momento tutto quello che poteva dare.
Buon viaggio, Manuela
...Qui ci sono anche io...
ANATOMIA DI UN'OPERA
Sono una musicista navigata, ma quando ascolto "Madama Butterfly" non riesco più ad esserlo...
Ascolto... e mi preparo alla mia inevitabile metamorfosi.
Quanta speranza, quanto dolore, quanta modernità in questa storia e nella sua musica meravigliosa. Lei, Cio Cio San, 15 anni, un nobile cuore orientale, stretta nella morsa del bisogno. Lui, Pinkerton, americano, marinaio, colonizzatore, dominatore, arrogante...
Non la stupra, no!... Peggio!
LA SPOSA!
La lega a sè con un vincolo sacro, la avvolge in una promessa che si scolpisce a fuoco nel cuore di una bimba al primo amore e dopo pochi mesi... Sparisce, ritorna nella sua America.
Passano 3 anni, senza alcuna sua notizia, senza che egli sappia che è divenuto padre di un bimbo biondo, ricciolino e con gli occhi a mandorla. Forse avremmo potuto perdonarlo, ignorarlo, se se ne fosse rimasto nel suo arrogante paese a coltivare i suoi sogni di guerra, ma, no...
Ritorna in Giappone, con la sua "vera" (l'altra è stata solo un esotico, eccitante gioco...) moglie americana, tutta cattivo gusto e sorriso sintetico, per mostrargli il simpatico animaletto con cui si è trastullato in fase prematrimoniale.
La scoperta di aver procreato in terra straniera non lo sconvolge più di tanto: è deciso, porterà il piccino nel suo civile paese, sottraendolo alla sala giochi orientale...
Poco importa se la piccola tenera disperata sua madre si toglierà la vita per la disperazione, per lasciare al suo bimbo la possibilità di una vita onorevole...
Ogni volta che la ascolto, spero fino alla fine che vada diversamente... Spero che Pinkerton, mostri un velo di coscenza...
Che Cio Cio San capisca prima che sia troppo tardi su quale altare si sta per immolare... che, alla fine ,la coppia star & stripes in gita alla casina giapponese metta un piede in fallo e rotoli inesorabilmente e definitivamente giù dalla collina soffocandosi nella bandiera sventolante sulla nave ancorata in porto...
Ma nulla...
Inesorabilmente, Cio Cio San usa la sua lama, per levare l'ingombro della sua presenza... e tutto, tutto si aggiusta, tranne il mio cuore in pezzi e la mia rabbia infinita...
Grande, grande Puccini... questa musica parla dritto al cuore, lo fa sanguinare, lo costringe in ginocchio ad implorare pietà...
Ma ancora una volta (e nelle storie del mondo lirico, ahimè, quasi sempre...) è una donna a scomparire. Una splendida, tenera donna.
Per favore... riscrivetemi la Butterfly...
Do spazio al post di un bellissimo blog che leggo quotidianamente e che condivido a fondo
http://www.sorelleditalia.net/2007/10/17/ancora-una-tragedia-annunciata/
Il resto è silenzio...
per una piccola vita volata via troppo presto
per una piccola donna in meno a lottare contro la solitudine
per una mamma che non stringerà più la sua bimba
ROMA, 9 OTT - notizia ANSA
Sgominata dai carabinieri un'organizzazione formata per lo piu' da donne e dedita allo spaccio di droga a Pescara: 23 gli arresti. (...)
Gli arrestati sono 21 italiani e due stranieri della ex Jugoslavia;
tra loro, 15 donne .
Proprio per questo mi fanno ancora più schifo... perchè sono donne. Vorrei guardarle negli occhi e chiedere loro come può chi porta in sè il segreto della vita che nasce, donare, anzi "vendere" la morte...
Ore passate sull'autobus, intrappolata nel traffico... Spesso, per stanchezza o per naturale curiosità, il tempo l'ho passato a guardare i volti delle persone attorno a me, cercando di capire le loro storie, le loro emozioni, attraverso sguardi, cenni, atteggiamenti. Ma era come guardare un murales... volti irrigiditi nella stanchezza del tragitto, forse anche nella vuotezza dei pensieri alla ricerca di un attimo di tregua dalle preoccupazioni, dai problemi.
Difficilmente qualcuno sorride; chi ride, di solito qualche ragazzetto in preda ad euforia ormono-adolescenziale, è guardato con fastidio o con comprensione, a seconda del grado di esuberanza. Qualche straniero, quasi sempre di colore, che parla a voce alta con idiomi incomprensibili snocciolando nenie di parole troppo cariche di consonati e dalle inflessioni comunque intraducibili, viene guardato con una leggera curiosità mista ad un sottile fastidio.
Qualche volta la presenza di un personaggio "mentalmente diverso" turbi l'indifferenza dei volti con i suoi pensieri a voce alta, l'inveire contro l'uno o l'altro personaggio politico, l'annunciare l'arrivo imminente di una punizione divina o della fine del mondo. Ecco che il torpore espressivo si trasforma in disagio, espressioni imbarazzate dubbiose o leggermente divertite... è sempre difficile tollerare chi dice quel che pensa a voce alta, pensarlo malato o disagiato e cercare il consenso tra i "normali" tranquillizza...
Poi DIO creò il LETTORE MP3!!!
Io non so bene quandociò è accaduto, ma per me è nato un giorno in cui avevo per lavoro la necessità di registrare delle interviste da poter utilizzare velocemente. Impensabile utilizzare il vecchio caro registratorino a bobine... "e poi non sei tecnologicamente avanzata" mi fanno notare. Già, la tecnologia mi piace molto... L'aggeggio in questione, inoltre, mi apre nuove prospettive: portarmi nello spazio di un accendino tutta la musica contenuta in una discoteca di buona qualità.
Intravedo il vantaggio...
Eccomi di nuovo sui mezzi pubblici, come ogni giorno. Ora però guardo il mondo con occhi diversi, anzi, con orecchie diverse. E scopro che molte altre persone portano un paio di cuffie alle orecchie, come me. Superficialmente, avrei giudicato poco tempo prima questo comportamento come sinonimo di asocialità: ma ho cambiato idea... ascoltare musica in viaggio, è come avere una colonna sonora personale a commento delle immagini del quotidiano.
Un'emozione non da poco. Un'emozione difficile da trattenere.
Ma l'emozione più grande è guardare gli occhi di coloro che ascoltano musica... finalmente un guizzo di vita. Una canzone d'amore, rock, una grande sinfonia, cosa importa? Nessuno, anche il più inespressivo dei volti può rimanere indifferente ascoltando la musica che ama, che smuove ricordi, che riaccende emozione dolci o dolorose...
Guardo negli occhi dei miei "colleghi con cuffie" e scopro che spesso discretamente si cerca di capire cosa ascolta l'altro. Probabilmente, se non si fosse su un bus stracarico fermo in mezzo al traffico, si potrebbe anche chiedere... ma non esageriamo nello scambio...
Qui, in fondo, può bastare anche un sorriso.
Oggi ho scoperto che esiste il popolo della radio...
L'occasione: una trasmissione radiofonica sulla televisione, sulla sua presenza devastante nell'intimità familiare italiana, sulla pessima qualità dei suoi programmi: è stato un diapason, un colpo di gong, un richiamo irresistibile...
Dove erano finora, che li ho cercati tanto?
Sono arrivati, discreti, prudenti e possibilisti, dai modi composti ma dalle idee chiare. Uomini e donne, giovani e meno giovani, dalle provenienze più disparate, in comune buon senso, garbo e cultura.
Ognuno di loro ha raccontato la sua soluzione al problema: chi, come me, ha espulso il totem dalla propria casa, chi lo ha trasformato in una finestra su altri mondi ed altre culture, per viaggiare senza muoversi dalla poltrona, anche perchè molto spesso è l'unico modo possibile, chi la accende solo dopo le 23 (e solo su pochi canali...).
Tante idee, tante opinioni, ma una sola posizione:
noi, questa TV che da più spazio a chi investe nell'arrotondamento del proprio deretano piuttosto che nel miglioramento del proprio cervello, che ammicca ai furbetti e premia con soldi piovuti dal cielo nozionismi degni di parole crociate di quarta categoria, che enfatizza lo sdegno dei siparietti politici, che rimesta nel dolore o nello squallore delle vite altrui, che non permette, nelle fasce orarie più frequentate, spazio ad alcunchè di culturale, noi, dicevo, questa TV non la vogliamo.
Noi siamo il popolo della radio, mi ripeto, orgogliosamente. Perchè, come cantava Finardi ai tempi del mio liceo, la radio "libera la mente".
E, scopro, siamo tanti!
Stupito, il conduttore si chiede... ma allora chi è lo spettatore-tipo televisivo, perchè non chiama, non ci racconta, non esprime le sue opinioni...
Ma nessuno ha telefonato... forse stava vedendo la televisione?
Quando sono solo in casa e solo devo restare
per finire un lavoro o perché ho il raffreddore
c'è qualcosa di molto facile che io posso fare
accendere la radio e mettermi ad ascoltare
Amo la radio perché arriva dalla gente
entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera ma libera veramente
piace anche di più perché libera la mente
Con la radio si può scrivere leggere o cucinare
non c'è da stare immobili seduti a guardare
forse è proprio quello che me la fa preferire
è che con la radio non si smette di pensare
Amo la radio perché arriva dalla gente
entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera ma libera veramente
piace anche di più perché libera la mente
(E. Finardi)
Dove vai quando poi resti sola
il ricordo come sai non consola
Quando lei se ne andò per esempio
Trasformai la mia casa in tempio
E da allora solo oggi non farnetico più
a guarirmi chi fu
ho paura a dirti che sei tu
Ora noi siamo già più vicini
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
Dove vai quando poi resti sola
senza ali tu lo sai non si vola
Io quel dì mi trovai per esempio
quasi sperso in quel letto così ampio
Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
io la morte abbracciai
ho paura a dirti che per te
mi svegliai
Oramai fra di noi solo un passo
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto...
(il GRANDE Lucio)
Ci siamo, sono 44...
4 più di Nicole Kidman con cui condivido il compleanno, ma lei ha molto più zeri sul conto in banca... In compenso condividiamo l'aspetto da ragazzine, e alla "nostra" età non mi sembra poco... Abbiamo anche qualche matrimonio di troppo alle spalle, ma questi sono dettagli... Lei è bionda (ma è stata rossa, mora etc.) io sono mora (ma sono stata rossa, bionda, etc). lei ha dei figli adottivi, io non ce l'ho fatta anche se avrei voluto... Transeat!
Io sono fortunata, il mio mondo è ancora tutto intorno a me. Non è cosa da poco. Di lei non so dire...
Forse è il regalo più grande che la vita mi fa, per i miei 44 anni. Ha lasciato attorno a me tutti coloro che mi hanno fatto crescere, nel bene e nel male, tra follie, errori ed affetto. Guardarmi intorno e scoprire che nulla è mutato perchè tutto è mutato a volte è bellissimo, altre volte terribile.
Quello che non posso evitare di fare è guardarmi dentro, costantemente. La lotta col tempo che si appropria del mio corpo (lotta a cui, per la verità, non dedico grandi energie) non ha niente a che vedere col sereno cammino del tempo che non mi lesina emozioni, pensieri, desideri, sogni, progetti.
Corpo e mente, divisi da Aristotele troppo, troppo tempo fa, continuano a percorrere caparbiamente le loro strade separate, ma parallele, almeno per ora. Ognuno di essi però ha le sue soddisfazioni, grandi, profonde, mai banali... Grandi dolori, grandi inquietudini, grandi soddisfazioni, grandi amori. Anche questo è un grande regalo della vita.
Un paio di cosucce mi sono rimaste in gola, ancora fatico ad ingoiarle... una in particolare. Ci faccio i conti quotidianamente, ci penso e ci ripenso... Posso chiedere un regalo? Un altro?
Vorrei capire...
Forse serve solo l'intelligenza dell'acqua, quella di scorrere... voglio scorrere.
Ho letto la tua mail parecchi giorni fa, ma tempo di rispondere... ahimè non ne ho trovato, anche xchè, a dire il vero, non mi andava di tirar via tanto per rispondere. Tu corrispondi abbastanza al sospirato "amico di matita" che Charlie Brown menziona spesso nelle strisce di Peanuts.
Ebbene, proprio per questo, proprio xchè è così raro, proprio xchè ami le parole come il buon vino (e come me) vale la pena non buttare via neanche una risposta.
Ero anche io a Roma alle porte di Ferragosto, a ferie già finite, mentre tu stai ora per cominciarle. A me piace anticiparle, riposare quando ancora tutti lavorano e mi intestardisco, ed ogni volta vado ai ferri corti con i miei datori di lavoro, a fare le vacanze a luglio. Da quando è nata Lara poi, sono determinata ancor di più: cerco per lei luoghi tranquilli, belli e selvaggi, lontano dalla calca e dalla massa d'agosto. Anche noi abbiamo scelto la Sardegna quest'anno, soprattutto xchè ormai da due anni non riesco ad organizzarmi x la mia amata Corsica, siamo stati meravigliosamente e mi auguro che il settembre non ti tradisca.
Argomenti di risposta
Come voterai e per chi??... mi chiedi... ahimè, il mio cruccio più grande sarà arrivare alle elezioni senza sapere cosa fare in cabina, disorientata dalla destra, amareggiata dalla sinistra, disgustata da tutto il resto.
Ladri, imbonitori, trafficanti vari, politicanti da 4 soldi, qualche misero sognatore, qualche furbo che si tiene ai margini del gioco ma non ne esce mai, qualche altro che cambia pettinatura e si fa crescere i baffi, poi rientra dalla stessa porta da cui era uscito a calci nel sedere... ci mancano nani e ballerine (ma forse ci sono anche loro, a pensarci bene...) e poi siamo pari pari dentro un film di Fellini. Seguirò l'istinto...
Non cuocere la carne del figlio nel latte della madre... è addirittura una prescrizione biblica, per gli ebrei, rammenta il docente di eubiotica del mio corso... di fatto, scientificamente la caseina crea nello stomaco una sorta di rete proteica che intrappola gli altri cibi e li rende scarsamente digeribili... e allora?
Via rucola ed il grana, cotto/bresaola e stracchino, crudo e mozzarella magari S. Daniele e bufala, tanto per unire Nord a Sud ... Via? Ma via che??
Ma chi se ne frega, di qualcosa si dovrà pure morire, o no?...
Argomento molto delicato questo... la casa, i figli, la famiglia... non è per niente facile districarsi, hanno ragione tutti ma anche nessuno. Ne ripaleremo, sicuramente.
Ora scappo, prima che il temporale arrivi,
Un pensiero, a presto
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